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Regolamento ESPR · abbigliamento

Passaporto Digitale di Prodotto: cosa cambia per negozi e atelier

Le domande che ci fanno più spesso, con le risposte aggiornate al 1° novembre 2026. Per l'abbigliamento oggi non c'è ancora un obbligo: c'è il tempo per prepararsi bene, partendo da dati che servono già nel lavoro di tutti i giorni.

Che cos'è il Passaporto Digitale di Prodotto?

È un insieme di informazioni su un prodotto (composizione, origine dei materiali, manutenzione, riparazione, fine vita) raggiungibile da un supporto sul prodotto, di solito un QR. Lo introduce il regolamento europeo ESPR (UE 2024/1781), in vigore da luglio 2024.

È già obbligatorio per l'abbigliamento?

No. I requisiti per il tessile arriveranno con un atto delegato specifico, che la Commissione prevede di adottare nel 2027. Gli obblighi si applicano non prima di 18 mesi dalla sua entrata in vigore (art. 4): per l'abbigliamento, quindi, non prima del 2029. Le date precise e l'elenco dei dati li fisserà quell'atto.

Allora cosa è già in vigore?

Il registro europeo dei passaporti è operativo dal 20 luglio 2026, ma per l'abbigliamento non comporta ancora obblighi. Dalla stessa data le grandi imprese non possono distruggere abbigliamento, accessori e calzature invenduti; per le medie imprese il divieto parte dal 19 luglio 2030, micro e piccole imprese ne sono esenti.

Riguarda il negozio o solo chi produce?

Il passaporto lo deve creare e mantenere chi immette il prodotto sul mercato: il produttore o il marchio, oppure l'importatore. Un atelier che confeziona abiti propri è, a tutti gli effetti, un produttore. Chi vende non crea il passaporto, ma dovrà renderlo facilmente consultabile ai clienti, anche nella vendita online (art. 31).

Servirà un codice per ogni capo o per ogni modello?

Non è ancora deciso: l'atto delegato sceglierà tra modello, lotto o singolo capo (art. 9). Un codice per ogni capo copre tutti i casi, perché da un capo si risale sempre al suo modello e al suo lotto; il contrario non è possibile.

Serve la blockchain?

No. Il regolamento non la nomina e non chiede dati immodificabili: chiede dati corretti, completi e aggiornati (art. 9), una copia di riserva presso un fornitore di servizi (art. 10), integrità garantita e diritti di modifica riservati a chi ne ha titolo (art. 11). Ne parliamo nella nota tecnica.

Cosa può fare oggi un negozio o un atelier?

Dare un codice a ogni capo, registrare fornitore, composizione e origine quando la merce arriva e il documento è sul tavolo, tenere la storia di vendite, modifiche e riparazioni, e poter esportare tutto. Sono le stesse cose che servono già oggi per controllare le consegne, ritrovare i capi e calcolare i costi: quando l'obbligo arriverà, i dati ci saranno già.

Fonti: Regolamento UE 2024/1781; pagina della Commissione europea sul Passaporto Digitale; Regolamento di esecuzione UE 2026/1778. Questa pagina è informativa e non sostituisce una consulenza legale.

Come vi aiuta Asset Record

Asset Record dà a ogni capo, abito o rotolo di tessuto un'etichetta QR e una scheda con dati, stato e storia. Lo usano già negozi e atelier in Friuli, per il lavoro di tutti i giorni e come base per il passaporto.

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